Facebook è il social network più diffuso in occidente. Twitter lo segue a stretto giro. I marketer e gli ecommercer devono utilizzarli entrambi per entrare in contatto con i clienti, per monitorare il buzz, per conoscere ed approfondire aspetti importanti dei propri utenti da sfruttare poi nel proprio business.
Twitter è uno sttrumento sociale che sta allargando la propria community molto rapidamente.
Ne hanno parlato spesso i telegiornali citando Wikileaks. Più probabilmente te ne ricordi perchè hai sentito delle rivoluzioni organizzate via Internet in Egitto e in Tunisia, quelle che hanno deposto rispettivamente Ben Ali in Tunisia e in Egitto Mubarak.
Ma Twitter non è solo uno strumento per organizzare rivoluzioni. Twitter è prima di tutto un medium sociale, uno strumento proprio del XXI sec. che permette alle persone di rimanere in contatto sfruttando tutta la sintesi e la potenza di soli 140 caratteri.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha stabilito con provvedimento del 08 aprile 2010 che affichè sia lecito l'invio di materiale promozionale all'indirizzo e-mail fornito dai propri clienti all'atto dell'acquisto è necessario il consenso esplicito.
Non so come mai eppure mi rendo conto che spesso chi fa commercio elettronico considera questa attività come slegata dal mondo reale, come qualcosa di etereo che sta lì, nella rete, e che con il mondo reale ha poco o niente a che vedere.
E ho anche come l'impressione che molti ecommercers considerino non applicabili alla rete alcuni principi che sono alla base di un'attività imprenditoriale reale. Ma accade anche il contrario, che molti commercianti non ritengano applicabili alla vita reale i principi che sono alla base dell'e-commerce.
In realtà le cose stanno in modo diverso. Vendita tradizionale e vendita tramite strumenti informatici se anche non sono la stessa cosa quanto meno sono due facce della stessa medaglia.
MagNews ha pubblicato recentemente il Privacy e Permission Marketing online - Rapporto Italia 2009 realizzato da Human Highway nel quale si cerca di delineare un quadro aggiornato dei rapporti che gli internauti italiani hanno con i temi legati alla privacy ed al permission marketing, sia online che offline.