La E-commerce Foundation, sponsorizzata, tra le altre aziende, da Hybris, Unic e Buckaroo, ha lanciato l'applicazione Ecommerce Benchmark.
Il servizio permette alle aziende operanti nel commercio elettronico di fornire al sistema le informazioni riguardanti la propria attività e di confrontarla con quelle di altri operatori del settore, in modo aggregato e completamente anonimo.
Ecommerce Benchmark è del tutto gratuito ed è stato pensato per offrire un supporto reale alle scelte valutative delle aziende.
È stato pubblicato da pochi giorni il rapporto Casaleggio sullo stato dell'e-commerce in Italia.
Dai dati raccolti ed elaborati si evidenziano alcune particolarità dell'e-commerce italiano che di recente è stato sconvolto dall'ingresso di grandi operatori stranieri come Amazon o Groupon nei vari mercati.
Relatore: Filippo Toso (PersuasiveMarketing.it)
Secondo la definizione datane dallo psicologo sperimentale B. J. Fogg
La persuasione è qualsiasi tentativo atto a modificare atteggiamenti e/o comportamenti senza usare coercizione o inganno.
Quando si parla di persuasive marketing si tende a percepirlo come qualcosa di scorretto, qualcosa che manipola, che costringe senza che il costretto si accorga di essere fortemente influenzato nelle proprie scelte, quasi obbligato.
In realtà quello che si intende per persuasive marketing è l'uso di particolari accorgimenti, attenzioni le definirei, che mirano a creare un percorso verso l'obiettivo che ci siamo prefissi che sia più facile da percorrere per il consumatore. Niente di meschino insomma.
Il persuasive marketing ha il solo scopo di aumentare il tasso di conversione. Vuol dire che ha lo scopo di aumentare il numero di utenti che, vista la tua pagina, compiono l'azione che tu vuoi compiano (scaricare, iscriversi, lasciare una recensione, acquistare, ecc.).
Stavo vedendo il video di Marco Montemagno "The Internet Show" e all'improvviso vedo l'immagine che apre questo articolo.
Bellissima pubblicità, io mi sono sbellicato ma poi ho notato che manca qualcosa, qualcosa di estremamente importante ed utile, qualcosa senza la quale la società che ha diffuso la pubblicità non potrà mai sapere qual è stato il ROI della campagna (Return on Investment), non potrà sapere quante persone sono arrivate sul sito in seguito ad essa, non potrà misurare l'effetto della campagna nel tempo.
Tutte queste informazioni l'azienda non potrà saperle semplicemente perché non ha utilizzato una semplicissima tecnica che le avrebbe permesso di averle, di potenziare il messaggio, di fidelizzare il cliente e di raggiungere molti altri obiettivi.
In questo articolo ti spiego come è possibile tracciare l'efficacia di una campagna off-line, anche se probabilmente ti hanno detto che questo non è possibile: ti dicono sempre che solo il marketing on-line è tracciabile!
Non so come mai eppure mi rendo conto che spesso chi fa commercio elettronico considera questa attività come slegata dal mondo reale, come qualcosa di etereo che sta lì, nella rete, e che con il mondo reale ha poco o niente a che vedere.
E ho anche come l'impressione che molti ecommercers considerino non applicabili alla rete alcuni principi che sono alla base di un'attività imprenditoriale reale. Ma accade anche il contrario, che molti commercianti non ritengano applicabili alla vita reale i principi che sono alla base dell'e-commerce.
In realtà le cose stanno in modo diverso. Vendita tradizionale e vendita tramite strumenti informatici se anche non sono la stessa cosa quanto meno sono due facce della stessa medaglia.
Qualche giorno fa è stato pubblicato su Eccellere.com un bell'articolo dal titolo "Il marketing al tempo della crisi: strategie per essere pronti al dopo.".
Come al solito non intendo semplicemente segnalare ma capire, valutare e trarre conclusioni e linee guida che possano tornarmi utili in futuro.
Interessanti i risultati dello split-test condotto da Madri Internet Marketing che ha evidenziato la possibilità di incrementare fino al 250% le vendite semplicemente cambiando l'ultima cifra dei prezzi proposti al pubblico.