Merchant's Experience è uno spazio dedicato ai commercianti elettronici che vogliano condividere la propria avventura nel mondo dell'e-commerce. Oggi Gianluca Bassi ci parla di come, per caso, grazie ad un amico, ha scoperto il mondo del commercio elettronico e di come abbia dovuto lottare con se stesso per modificare le proprie convinzioni che gli facevano vedere il commercio elettronico come una leggenda cui non prestare attenzione. E invece...
“Ovunque (sono), qualunque (cosa)”. La multicanalità si può riassumere in queste due semplici parole. In qualsiasi luogo o situazione mi trovi voglio poter scoprire e acquistare ciò che mi interessa.
Chi dice che l’e-commerce si pratica solo in internet? I “Merchant” (le aziende) al giorno d’oggi non possono permettersi di imporre la scelta del percorso di acquisto ai propri clienti ma possono sicuramente indirizzarli al meglio. Per questo non ha più senso parlare di solo e-commerce ma di Commerce, Commercio inteso come un’esperienza personalizzabile e accessibile a 360 gradi.
La grafica è uno dei primi pensieri che affligge chiunque si approcci al web senza averne esperienza.
Il problema è particolarmente sentito nel commercio elettronico, dove il commerciante inesperto di web guarda gli altri e-commerce e fa il classico "Like or dislike".
La grafica è il primo pensiero del merchant quando contatta l'agenzia. Quando valuta il lavoro fatto, il suo parametro di riferimento è la grafica. Quando parla con i clienti elogia la grafica. Quando pensa all'e-commerce, insomma, il merchant inesperto pensa alla grafica.
Quando pensa prima di tutto alla grafica, il merchant che sta realizzando il proprio e-commerce fa solo una cosa: un errore madornale!
L'IT è misurabile, Internet è misurabile. Qualunque attività di marketing (o di altro tipo) si faccia in rete può essere misurata.
Il problema è che a volte non si sa cosa misurare nè tantomeno si sa come comunicare i risultati delle stesse misurazioni ai soggetti che potrebbero trarre vantaggio da queste informazioni.
Il workshop di Gartner si incentrava proprio su questo aspetto e devo dire che gli spunti sono stati davvero interessanti.
Un amico mi ha raccontato una cosa che gli è successa dopo aver acquistato su Internet. Una cosa del genere non dovrebbe capitare e per questo ne sto scrivendo. Perchè tu non commetta lo stesso errore con i tuoi clienti che potrebbero rimanerci altrettanto male.
Qualche giorno fa io e questo amico siamo andati all'università per seguire un corso. Siamo rimasti fuori fino ad ora di pranzo.
Mi racconta che al suo ritorno la sorella sorridendo gli dice che ha chiamato qualcuno da un'azinenda con un nome strano che le ha lasciato un codice cliente ed un numero di telefono da richiamare. Pareva ci fossero problemi con una sedia.
Mi si accese una lampadina. Io la storia la conoscevo ma tu no, quindi andiamo con ordine altrimenti non capisci quello che voglio dirti.
Quando creiamo i nostri profili on-line ci viene sempre richiesta una password.
La password serve per evitare che altri entrino nel nostro account e possano gironzolare tranquilli tra i nostri dati e magari rubarli per farne chi sa che.
Ma l’essere umano è fatto in modo strano: se il pericolo è concreto ed immediato riesce a reagire in modo efficace (anche se non sempre efficiente); viceversa se il pericolo è astratto, lontano, non percepibile nell’immediatezza, è portato a trascurarlo. Il cervello trova una soluzione molto semplice: ci pensa dopo. È l'atto del procrastinare. E così lì per lì metti la prima password che ti viene in mente e che, guarda caso, è il nome di tua moglie, di tua mamma, la data di nascita dell’amato pargoletto e via dicendo.
Questo comportamento è poco sicuro. Se per un utente normale il pericolo è di perdere il controllo sui propri dati, però, per chi svolge l’attività di commercio elettronico il pericolo è molto molto maggiore.
Pensa solo per un attimo se un malintenzionato venisse a conoscenza della password di accesso al back end del tuo e-commerce: avrebbe accesso a tutti i dati personali dei tuoi clienti o ai dati delle vendite, solo per citare quelli più importanti.
Leggevo l'altro giorno sul blog di uno sviluppatore un post che parlava di PrestaShop, Magento, VirtueMart e dei vari plugin e-commerce per WordPress.
Niente di approfondito: semplicemente c'era esposto il pensiero secondo il quale migliore scelta per fare e-commerce è PrestaShop.
Secondo il post, infatti, Magento è troppo complicato, VirtueMart si basa su Joomla! e secondo l'autore del post è un CMS pesante come un elefante (anche se io ci gestisco questo blog con estrema semplicità e con un po' di attenzione diventa velocissimo!), i plugin per fare e-commerce con WordPress sono dei giocattolini.
Io non sono d'accordo.
Da quando sono esplosi i social network come Facebook o Twitter in rete non si parla altro che di condivisione, di utenti che comunicano con le aziende, di social mention, di feedback live e di tutte queste belle cosette che però, diciamoci la verità, a un non addetto ai lavori possono sembrare solo un mucchio di stupidaggini.
Oggi stavo leggendo le email e tra i tanti articoli me ne ritrovo uno che decisamente può essere preso come esempio per farti capire bene cosa si intende con tutte quelle parole inglesi. Per farti capire che non sono solo etichette da applicare alle dinamiche sociali online.
È tutta realtà! Le aziende ora devono veramente stare attente a ciò che fanno.
Leggendo i post sui vari forum di imprenditoria prima o poi ti imbatti in qualcuno che, fatta la stessa domanda a più professionisti, siano essi avvocati o commercialisti, ha ricevuto risposte sempre diverse.
Così all'iniziale domanda se ne aggiunge un'altra: perchè 10 commercialisti o avvocati mi danno 10 risposte diverse se la domanda è sempre la stessa?
Ho ritenuto opportuno dare una risposta a questa domanda perchè può essere molto frustrante voler fare le cose come si deve e non riuscirci, tra l'altro non per colpa propria ma semplicemente perchè non c'è chiarezza.
Si rischia di diventare matti!
8 Marzo, festa delle donne. E non solo.
L'8 Marzo è nata anche una mia carissima amica, la conosco da quando eravamo alle scuole medie. Sono quasi 15 anni che ci conosciamo!
Non sapevo cosa regalarle. Proprio non mi veniva niente in mente, vuoto assoluto.
Stavo navigando in Internet ascoltando Swop, dei Club des Belugas. Ecco il regalo!
Così vado sul mio sito preferito per comprare libri e cd, IBS.it. Trovato!
Ma subito mi sono fatto delle domande...