Scritto da Aerendir   

Domande Frequenti sull'Open Source

Blog - Miscellaneous

Risposte alle domande frequenti sull'open source per fare un po' di chiarezza sull'argomento open source

Fino ad ora ho vi ho introdotto all'open source, vi ho parlato dei suoi vantaggi e degli svantaggi, vi ho suggerito di provare i software open source più importanti.

C'è ancora qualche articolo da scrivere ma prima di continuare desidero chiarire alcuni punti che ritengo essere fondamentali.

Ho, infatti, come la sensazione che ancora ci siano persone che credono che l'open source sia qualcosa di evanescente, qualcosa che ha del mitologico, una favola. Chi ha già capito che così non è, dal canto suo, spesso ha molte idee confuse a riguardo: chi utilizza free software e open source come sinonimi, chi ancora non capisce come sia possibile che l'open source esista, chi proprio non ne ha capita l'importanza.

Per questo, prima di continuare, meglio fare un po' di chiarezza, un bel po' di chiarezza.

Inizio con la domanda principale:

Se l'open source è così valido perchè non è diffuso?

Bella domanda! E la risposta è tanto più bella quanto... strana.

E già, strana perchè può scadere nella cospirazione. Eppure è così.

Quando è nata l'imprenditoria un principio l'ha sempre regolata: la libera concorrenza in libero mercato. A grandi linee questo vuol dire che chi offre il miglior prodotto o servizio in termini di qualità e di prezzo vince il piatto, cioè vende. Molto darwiniano come principio.

Ma presupposto indispensabile perchè possa esserci concorrenza è la pluralità di giocatori, di aziende che offrono lo stesso prodotto o servizio.

Quando 40 anni fa i computer hanno iniziato l'ascesa al mercato i player erano pochissimi e soprattutto sviluppavano tutti hardware. Nessuno che si preoccupasse di creare giochini, editor di testo o cose del genere, nessuno che lo facesse come lavoro principale per lo meno o rivolgendosi al grande pubblico ed ai non "addetti ai lavori".

Come tutti gli imprenditori sanno per essere tali è necessario avere un'intuizione, è necessario, cioè, accorgersi che il mercato desidera qualcosa, realizzarla e vendergliela. Un processo semplicissimo.

Bene, della carenza di software si accorse un tale Bill Gates che ben pensò di sviluppare Windows e di venderlo, in ciò contrapponendosi a Richard Stallman ed al suo Free Software (ma questa è la prossima storia).

Da lì in poi è nata Microsoft, il colosso che noi tutti oggi conosciamo ed il cui monopolio solo di recente l'Antitrus ha deciso di contrastare.

L'open source, meglio il Free Software, non poteva competere con le risorse economiche che Microsoft accumulava vendendo Windows per il semplice motivo che il Free Software non aveva come obiettivo principale il lucro bensì lo sviluppo del software da distribuire LIBERO (non gratis!!!). Spiegherò meglio questi concetti nei prossimi post.

Quindi, alla domanda "Perchè se è così valido l'open source non è diffuso" la risposta è "monopolio" da un lato, assenza del fine di lucro dall'altro.

L'open source è di sinistra?

Questa domanda è insidiosa e richiede una delicata e attenta risposta.

Quindi a mia volta vi chiedo: un missionario è di sinstra? Un filantropo è di sinistra? Una fondazione è di sinistra?

Questo per farvi capire che non è importante l'orientamento politico dell'open source sia perchè non lo conosco, sia perchè l'open source non è politica!

Tradizionalmente l'imprenditoria viene associata alla destra (tra le altre cose secondo me a torto perchè un imprenditore può benissimo essere di sinistra) eppure oggi l'open source si atteggia a modello di business.

Semplicemente la domanda secondo me è stupida, non ha senso farla, e non ha senso darle una risposta.

Si può vendere l'open source?

Più che insidiosa questa domanda richiede una risposta complessa.

Complessa perchè open source vuol dire "codice aperto", nulla di più.

Ciò che rende commercializzabile un software è la sua licenza, l'insieme di regole che ne governano l'uso da parte degli utenti e comprendere le licenze è cosa complessa.

La confusione riguardo questo punto deriva dal fatto che la stragrande maggioranza dei software open source sono rilasciati sotto licenza GNU/GPL (che identifica invece il Free Sofware che è cosa parzialmente diversa!) che ad una prima interpretazione sembrava vietare il commercio di software open source.

In realtà la licenza GNU/GPL non vieta affatto la commercializzazione del software bensì vieta di appropriarsi della paternità del software e di rivenderlo.

In altre parole io non posso prender Joomla! (il CMS open source con cui ho sviluppato questo sito), cambiargli il nome, dire che l'ho fatto io rivenderlo.

Posso, però, offrire servizi di assistenza a Joomla!, servizi di installazione, di personalizzazione, configurazione, ecc.

Inoltre il legittimo inventore del software licenziato sotto GNU/GPL può benissimo chiedere il pagamento di una "tassa" per accedere al codice sorgente (ho utilizzato il termine "tassa" riferendomi al "prezzo nominale" citato da Wikipedia alla pagina dedicata alla GNU/GPL) oltre a poter utilizzare una serie di escamotage come, ad esempio, l'obbligo per l'utente di acquistare un servizio di supporto che si trasforma, di fatto, in un costo per l'utilizzo del software.

Insomma, in definitiva l'open source non è necessariamente gratuito ma è solo aperto, permette, cioè, a chiunque sia legittimato (quindi ha pagato ho ha scaricato il software distribuito gratuitamente) di leggere il codice sorgente e, a seconda della specifica licenza, di modificarlo, redistribuirlo e via dicendo.

Tutto dipende dalla licenza!

Ogni software a pagamento è disponibile in forma open source?

Si è no, nel senso che possono esistere software open source nati per fare le stesse cose di quelli a pagamento. Alcuni ci riescono ed eguagliano la concorrenza commerciale, altri rimangono un po' sotto il concorrente, altri falliscono miseramente.

Ad ogni modo potete leggere l'articolo Alcuni software open source da provare per farvi un'idea più precisa.

Free software ed open source sono la stessa cosa?

No, il risultato è molto simile, cambia la filosofia che c'è dietro.

Brevemente, perchè ne parlerò in un prossimo post, si può dire che il Free Software parte dal presupposto che utilizzare un software è un diritto umano ed in quanto diritto ognuno deve essere libero (free va tradotto come "libero", non come "gratuito") di fruirne senza restrizioni di sorta o barriere (come può essere l'imposizione di un prezzo). L'open source, invece, si slega dalla libertà assoluta per restringerla a libertà di studiare il codice sorgente di un programma. Da ciò deriva che è ben possibile pagare un software ma perchè lo si possa definire open source ne deve essere dato pieno accesso al codice sorgente.

L'evoluzione in questo campo, tuttavia, è veloce e rapidamente mutevole: non mi meraviglierei se tra qualche anno le cose saranno cambiate e la nozione di "open source" si sarà ulteriormente trasformata.

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Ho conosciuto l'Open Source. Sono libero e libero è anche l'Open Source. Sul mio computer c'è Ubuntu.

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