Ultima in ordine cronologico è Nokia che ha deciso di battersi con i concorrenti per una fetta di mercato dei micropagamenti.
Il 26 Agosto scorso Nokia ha pubblicato un comunicato stampa con il quale informava di aver pronto un sistema per i micropagamenti creato in collaborazione con Obopay, azienda di sviluppo di sistemi di pagamento nella quale ha investito a partire dall'inizio del 2009.
Il sistema che si chiama Nokia Money si prevede sarà operativo entro il 2012 e funzionerà attraverso un applicazione installata sul cellulare, Nokia o di altro produttore.
Non solo Nokia a contendersi il mercato
Ma lo scenario dei micropagamenti è tutt'altro che semplice, soprattutto data la sua giovane età. Il mercato è maturo ma ancora poco colonizzato e sono molte le aziende che hanno deciso di investirvi.
Secondo quanto riportato da PC World anche MasterCard starebbe collaborando con Obopay per realizzare un sistema di pagamento person-to-person destinato al mercato U.S..
Anche Intuit è impegnata nella guerra dei micropagamenti online con il suo Intuit Payment Network e con il più recente Intuit GoPayment. Il primo permette di trasferire piccole somme di danaro dal conto corrente del debitore a quello del creditore. Il secondo è utilizzabile nell'AppleStore trasformando l'iPhone in un terminale in grado di utilizzare le carte di credito.
PayPal, l'azienda leader nel mondo per ciò che riguarda i pagamenti online, controllata di eBay, ha lanciato prima PayPal Mobile e poi PayPal Adaptive Payment.
Anche Google ha sentito l'odore dei soldi e ha da tempo messo a disposizione dell'utenza il suo Google Checkout.
Amazon non poteva rimanere in disparte ed ha lanciato Payment by Amazon.
E non dimentichiamoci in Italia Poste Italiane che ha avviato una collaborazione con Vodafone per integrare le PostePay nelle SIM del colosso telefonico mobile.
Ma la guerra è guerra e i micropagamenti non fanno eccezione
Così ebay, che come detto controlla PayPal, taglia fuori dalla propria piattaforma sia Google checkout che Payment by Amazon e con colpi più o meno propibiti, a suon di privacy e sicurezza, spinge i propri utenti all'utilizzo di PayPal falcidiando la concorrenza.
Blobee rompe le uova nel paniere
Ma a rompere le uova nei rispettivi panieri dei big della rete potrebbe arrivare una azienda italiana, abruzzese per la precisione: Blobee.
Roberto Santuccione e Cinzia Cordesco, dalle pagine di newsbox, rivendicano la paternità dell'idea dei micropagamenti ed annunciano una battaglia legale a colpi di codici e brevetti.
Insomma, lo scenario è tutt'altro che semplice, i giocatori vogliono vincere e a complicare le cose ed a renderle più emozionanti c'è l'alta posta in gioco: il controllo della fetta più grande del mercato mondiale dei micropagamenti.
Staremo a vedere.
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