La circolare invita, infatti, le camere di commercio ad astenersi dall'applicare le sanzioni previste dall'art. 2630 cc. alle società che non abbiano comunicato il proprio indirizzo PEC entro il termine del 29 Novembre precedentemente fissato.
Nella circolare si legge che
Al riguardo, si evidenzia che sono nel frattempo pervenute numerose segnalazioni, da parte dei soggetti gestori del sistema di posta elettronica certificata, circa l'impossibilità di fare fronte all’enorme mole di richieste di nuovi indirizzi di p.e.c., concentratasi nell’imminenza del termine (…), in tempi compatibili con il rispetto del termine stesso.".
Secondo il Sole 24 Ore, sarebbero 505.478 le richieste pervenute agli operatori che gestiscono ed amministrano gli indirizzi PEC e il loro corretto funzionamento. Una mole di richieste enorme da gestire e d'altro canto prevedibile se si considera che, sempre secondo il Sole 24 Ore, alla data del 21 novembre le aziende in regola erano appena il 36,5%.
La "proroga" si giustifica in quanto
Si ritiene, infatti, che anche la semplice contestazione di tale ritardo, per acquisire certezza dell'esistenza di specifica giustificazione nei singoli casi, contrasti in tale transitoria e generalizzata situazione di difficoltà, con le esigenze dell'economicità e del buon andamento dell'azione amministrativa e con quella di evitare adempimenti onerosi e gravosi anche per l'Amministrazione e quasi certamente privi di alcun utile esito.
La circolare suggerisce di ritenere correttamente adempiuto l'obbligo di comunicazione, anche se tardivo,
"Finchè non vi siano nuovi e diversi elementi di informazione e valutazione, desumibili anche dalla circostanza che il ritardo nell'adempimento non sia più prevalente (…) e, comunque, ragionevolmente, almeno fino all'inizio del nuovo anno (…)."
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