La riduzione è prevista dall'art. 12 (Riduzione del limite per la tracciabilità dei pagamenti a 1.000 euro e contrasto all'uso del contante) del recente decreto "Crescita, equità e consolidamento dei conti pubblici" o come viene definito "Decreto Salva Italia" (decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, attualmente in fase di conversione in legge da parte del Parlamento convertito con la Legge n. 214 del 2011).
La norma si pone nella più ampia visione della lotta all'evasione, male (ancora inevitabile?) della nostra nazione e prassi consolidata in anni di occhi chiusi e condoni fiscali.
La norma opera anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni per le quali è previsto l'uso obbligatorio di strumenti elettronici per il pagamento di pensioni, stipendi, compensi ed emolumenti di altro genere
mediante accreditamento sui conti correnti bancari o postali dei creditori ovvero su altri strumenti di pagamento elettronici prescelti dal beneficiario.
Contemporaneamente è fatto obbligo alle stesse pubbliche amministrazioni di avviare un processo di aggiornamento per sostituire i vecchi sistemi di pagamento con nuovi strumenti che siano elettronici. Il limite temporale è fissato in 3 mesi.
Gli altri provvedimenti sui pagamenti elettronici
La manovra prende in considerazione anche altri aspetti dei pagamenti elettronici, così mostrando un'attenzione al mondo reale di cui si è sentita la mancanza in altri provvedimenti, anche estranei all'attuale governo.
L'art. 12 prevede, infatti, al comma 3 che
Il Ministero dell'economia e delle finanze, la Banca d'Italia, l'Associazione bancaria italiana, la società Poste italiane Spa e le associazioni dei prestatori di servizi di pagamento definiscono con apposita convenzione […] le caratteristiche di un conto corrente o di un conto di pagamento di base. […] Con la medesima convenzione è stabilito l'ammontare degli importi delle commissioni da applicare sui prelievi effettuati con carta autorizzata tramite la rete degli sportelli automatici presso una banca diversa da quella del titolare della carta.
Il termine massimo per la stipula della convenzione è fissato in 3 mesi. In caso contrario sarà lo stesso Ministero dell'economia e delle finanze a provvedere.
Entro gli stessi 3 mesi l'Associazione bancaria italiana, le associazioni dei prestatori di servizi di pagamento, la società Poste italiane Spa, il Consorzio Bancomat, le imprese che gestiscono circuiti di pagamento e le associazioni delle imprese rappresentative a livello nazionale devono definire
le regole generali per assicurare una riduzione delle commissioni interbancarie a carico degli esercenti in relazione alle transazioni effettuate mediante carte di pagamento. In ogni caso, la commissione a carico degli esercenti sui pagamenti effettuati con strumenti di pagamento elettronici, incluse le carte di pagamento, di credito o di debito, non può superare la percentuale dell'1,5 per cento
Saranno contente di queste misure aziende come Visa o American Express che proprio in questi giorni hanno annunciato importanti investimenti nel settore dei pagamenti mobili che altro non sono se non pagamenti elettronici, coperti anch'essi dalle nuove misure adottate dal Governo Monti.
I vantaggi per il commercio elettronico
La misura avrà un impatto positivo anche sul commercio elettronico, sia in via diretta che in via indiretta.
In via diretta perchè l'abbassamento delle commissioni sulle transazioni avrà un effetto benefico sui conti dei commercianti, che non dovranno più sostenere spese molto alte per la gestione dei pagamenti. Questo potrebbe anche permettergli di abbassare ulteriormente i prezzi o di incassare semplicemente di più.
Le misure avranno anche un beneficio indiretto, poichè le persone coinvolte dalla manovra (i dipendenti pubblici ma anche le imprese stesse) saranno obbligate a dotarsi di strumenti elettronici per poter ricevere ed effettuare pagamenti. E questo permetterà di abbattere le barriere, di natura psicologica e tecnica, che ancora ostacolano lo sviluppo del commercio elettronico nel nostro paese.
Forse non si sono ancora viste misure dirette al sostegno del commercio elettronico, ma almeno un passo avanti, voluto o non voluto, lo si sta facendo.
Si ricorda che la Manovra Monti ha modificato anche il Codice in materia di protezione dei dati personali, abbassando notevolmente il livello di tutela dei dati personali relativi alle persone giuridiche, senza che nel concreto, poi, si siano ottenuti i tanto sperati effetti benefici sulla semplificazione burocratica a loro carico.
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