Se hai già un'attività probabilmente la saprai anche gestire. Ma non necessariamente conosci gli immensi vantaggi che la tecnologia può portare alla tua impresa, abbattendo i costi e riducendo i tempi di gestione. Ovviamente si prospettano nuove esigenze e nuove conoscenze da acquisire. Se un'impresa non ce l'hai, invece, allora è meglio partire con il piede giusto per evitare di allestire un'infrastruttura che nasce obsoleta.
Quando valuti che hosting acquistare per il tuo e-commerce, le prime due scelte che devi compiere riguardano una il sistema operativo che vuoi utilizzare, l'altra la tipologia di hosting che intendi acquistare.
I micropagamenti consistono in transazioni di danaro di ridotto importo. Si pensi all'acquisto di una canzone, di una suoneria o comunque di un bene il cui valore sia inferiore ai 3/5 Euro.
Il problema principale con i micropagamenti è che ad effettuarli con i tradizionali mezzi di pagamento il venditore perde una parte rilevante dell'importo a causa delle alte tariffe di gestione imposte.
Già da tempo, quindi, si avvertiva la necessità di sistemi di micropagamento che permettessero di effettuare transazioni di minimo importo.
Il mercato chiede, l'impresa risponde.
"Il racket anche su Internet", "Pirati informatici chiedono il pizzo" e titoli di questo genere hanno fatto il giro dei media rimbalzando da una parte all'altra, sia in TV che in radio che sulla stessa Internet.
La notizia è allarmante. Pare che bande organizzate di cracker (i pirati informatici si chiamano cracker, NON HACKER!) lancino attacchi a siti Internet chiedendo il pagamento di una somma di danaro per farli cessare. Allarmante davvero.
Ma come ci si può difendere? Per prima cosa cerchiamo di comprendere qual è il problema.
Che i grandi player del mercato dell'ecommerce internazionale siano in forte competizione lo si sapeva da tempo. Che nuovi player entrano nel mercato ogni giorno pure. Ed anche che grandi colossi del calibro di PayPal, Google, eBay o Amazon stanno convergendo verso un comune terreno di battagila lo si poteva facilmente immaginare.
Lo scacchiere è complesso: Amazon contro Apple, Microsoft contro Google e ultima combinazione in ordine di tempo PayPal contro Amazon e i pagamenti online.
Sembra che Facebook stia facendo l'occhiolino all'ecommerce.
Le vie della monetizzazione sono infinite ma l'ecommerce sembra essere una di quelle più trafficate. Come poteva la crew di Mark Zuckerberg non prenderla in considerazione?